Qurinale: a che punto siamo

Qurinale: a che punto siamo

Siamo arrivati al quinto scrutinio, ovvero al quinto giorno di votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. La decisione sembra ancora molto lontana perché i partiti e le coalizioni ancora non riescono a mettersi d’accordo su un nome comune. La partita per il Quirinale è ancora molto aperta.

Il centrodestra dopo il ritiro della candidatura di Silvio Berlusconi non è riuscita a trovare un candidato da proporre al centrosinistra. I tre nomi che ha proposto martedì erano nomi di bandiera che il centrosinistra non avrebbe mai votato. Ma i nomi espressi (Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio) non sono stati votati neanche dai parlamentari del centrodestra stesso.

Il centrodestra ieri aveva deciso di far astenere i propri parlamentari, circa 441. Un segnale che ha palesato quanto il centrodestra non abbia abbastanza numeri per far eleggere un proprio candidato. Ma oggi il centrodestra ha proposto la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Un nome che era già emerso tra le varie proposte del totonomi. Non una mossa imprevista dunque, anche perché è da molto che senza troppe riserve la Presidente Casellati aspira a succedere a Sergio Mattarella. Il rischio di usare la carta Casellati è quello di “bruciare” una figura importante come la Presidente del Senato. Infatti, Casellati non gode di molta simpatia nemmeno all’interno dei partiti di centrodestra e del suo stesso partito di provenienza, Forza Italia.

Per il Quirinale guida il centrodestra

Se il centrodestra appare non molto coeso, il centrosinistra non è da meno. Il Pd è spaccato, come sempre, tra chi vorrebbe al Quirinale Draghi e chi no. Nel frattempo non ha ancora proposto un nome che possa effettivamente essere eletto dalla maggioranza. Lo stesso vale per il Movimento 5 Stelle che si limita a bocciare tutte le candidature. Tranne Mattarella. Proprio questa indecisione può tornare utile al centrodestra sul voto alla Casellati. Il centrodestra spera che molti membri o ex membri del Movimento votino la presidente del Senato. La presidente si dice si sia attivata per questa elezione inviando sms ai parlamentari dicendo di votarla.

Ma anche il nome della Presidente Casellati sembra sfumato. Un tentativo fallito con soli 382 voti. Come predetto il centrosinistra si è astenuto e ci sono stati almeno 70 franchi tiratori da parte della coalizione di centrodestra.

Ancora lontano un accordo tra centrodestra e centrosinistra per l’elezione del presidente della Repubblica. Il centrodestra attacca proponendo nomi, a volte evidentemente inconciliabili con il centrosinistra. Mentre il centrosinistra è bloccato in difesa a parare i colpi, come ha chiaramente descritto il direttore Molinari. Le trattative tra le due coalizioni sono ancora in una fase di stallo.

I tempi per le elezioni del Capo dello Stato sono sempre stati lunghi. La più lunga della storia è stata quella del Presidente Leone nel 1971 dopo 23 scrutini. Quindi, essendo solo al quinto scrutinio possiamo aspettarci altri giorni di schede bianche.

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