Quirinale, corsa al Colle. La storia delle elezioni dei 12 Capi dello Stato

Quirinale, corsa al Colle. La storia delle elezioni dei 12 Capi dello Stato

Chi sarà il candidato pronto a sostituire Sergio Mattarella? Sono in corso trattative febbrili per la corsa al Quirinale. Alle 15 a Montecitorio si terrà il primo scrutinio e ancora si ignora quale sia il percorso che porterà all’elezione.

Basterà la prima votazione? O l’iter per diventare il 13° Presidente della Repubblica Italiana sarà più lungo?

I numeri delle votazioni dei 12 Capi dello Stato

In passato è accaduto solo in due casi che alla prima votazione si sia avuto un Capo dello Stato. Lo scrutinio più veloce fu quello che portò all’elezione di Carlo Azeglio Ciampi, 10° Presidente della Repubblica Italiana (1999-2006). Richiese solo 2 ore e 40 minuti prendendo 707 voti su 990 votanti.

Eletto alla prima votazione anche l’8° Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga (1985-1992), dopo 3 ore dallo scrutinio. Ottenne 752 voti su 979 votanti. Fu il più giovane Capo di Stato della storia repubblicana. Aveva solo 57 anni.

Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999), 9° Presidente della Repubblica , venne eletto al 16° scrutinio con 672 voti su 1002 votanti. L’elezione avvenne il 25 maggio 1992. Fu accelerata dalla strage di Capaci.

Sono bastati 4 scrutini in tutto, per eleggere l’11° Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (2006-2012 e 2013-2015). Il primo ad essere eletto per un secondo mandato. Ottenne il 54,8 % delle preferenze (543 voti su 990) alla prima elezione. Alla rielezione, al 6° scrutinio conquistò invece 738 voti.

Eletto alla quarta votazione anche Sergio Mattarella. Raccolse 665 sì, 160 in più rispetto alla maggioranza dell’assemblea plenaria, pari a 505. È il nostro 12° Presidente della Repubblica Italiana in carica dal 3 febbraio 2015.

Elezione al quarto scrutinio anche per Luigi Einaudi (2° Presidente della Repubblica Italiana, dal 1948 al 1955) e Giovanni Gronchi ( 3° Capo dello Stato, dal 1955 al 1962).

Nella storia della Repubblica solo nel 1971 si attesta l’elezione più lunga e difficile di sempre. Si parla di 23 scrutini, per un totale di 34 ore e 40 minuti. I lavori parlamentari si prolungarono per 25 giorni. Alla fine, il 6° Presidente della Repubblica Italiana fu Giovanni Leone (1971-78). Determinanti in quel caso furono i voti del Movimento sociale italiano. Fu anche l’unico Presidente ad ottenne il minor numero di consensi (il 52% con 518 voti su 995).

Per l’elezione del socialista Giuseppe Saragat, 5° Presidente della Repubblica (1964-71), si votò anche il giorno di Natale e furono necessari 21 scrutini. Ottenne il 68,9% dei consensi con 646 voti su 937.

Mentre Antonio Segni, 4° Presidente della Repubblica (dal 1962 al 1964) fu eletto al 9° scrutinio con 443 voti su 854.

L’amato Sandro Pertini (7° Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985) fu il Capo dello Stato ad aver ottenuto più voti. Dopo 16 scrutini ebbe 832 voti su 995, ovvero l’83,6% delle preferenze.

E infine Enrico De Nicola (1946-1948), 1° presidente della Repubblica Italiana. Fu eletto capo provvisorio dello Stato nel giugno del 1946. Dopo le dimissioni, alla rielezione, l’anno successivo, ottenne 405 voti su 431 votanti.

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