Quanto dura il virus all’aperto? Nuove rivelazioni sul Covid

Quanto dura il virus all’aperto? Nuove rivelazioni sul Covid

Nonostante quasi due anni di emergenza pandemica, restano ancora molte le incognite relative al nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Non è chiaro, per esempio, quanto dura il virus all’aperto? E ancora ci si domanda se sopravviva anche sulle superfici e per quanto tempo.

Ora nuove ipotesi arrivano da uno studio dell’Aerosol Research Center dell’Università di Bristol. I ricercatori, guidati dal professor Jonathan Reid, hanno scoperto che quando le particelle virali lasciano i polmoni perdono acqua e si seccano con grande rapidità.

Invece il cambiamento della percentuale di anidride carbonica, più presente nei polmoni e meno all’aria aperta, porta a un veloce aumento del pH. Entrambi questi fattori potrebbero agire sulla capacità del virus di infettare le cellule umane.

Ma allora quanto dura il virus all’aperto? Spiega il dottor Reid: «Quando ti allontani, non solo l’aerosol viene diluito, ma c’è anche meno carica virale poiché il virus ha perso infettività a causa del tempo».

Tutti gli studi sulla durata delle particelle di virus

Finora studi e ricerche si sono concentrati su spazi scarsamente ventilati. Infatti le ipotesi sul tempo di sopravvivenza del virus in minuscole goccioline nell’aria si sono basate su studi che prevedevano l’irrorazione del virus in recipienti sigillati, che ruotano per mantenere le goccioline nell’aria.

Con questo metodo, alcuni studiosi statunitensi hanno rilevato che il coronavirus potrebbe mantenere il proprio potenziale infettivo dopo anche tre ore. Tali esperimenti però non replicano esattamente quanto accade nel momento in cui tossiamo o respiriamo.

Invece i ricercatori dell’Università di Bristol hanno creato un’apparecchiatura che permette di generare un numero qualsiasi di minuscole particelle contenenti virus e di farle levitare sospese tra due anelli elettrici per un periodo compreso tra cinque secondi e venti minuti.

Secondo Reid «è la prima volta che qualcuno è stato in grado di simulare effettivamente ciò che accade all’aerosol durante il processo di espirazione». Quindi «se incontro gli amici a pranzo in un pub, è probabile che il rischio principale sia che io lo trasmetta ai miei amici o viceversa, piuttosto che essere trasmesso da qualcuno che sta dall’altra parte della stanza», ha concluso il professore.

Dunque, anche se non è ancora del tutto chiaro quanto dura il virus all’aperto, mascherine (specialmente al chiuso) e distanziamento restano il modo migliore per fermare la diffusione del contagio.

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