Memoria e arte: come è cambiata dopo la Guerra

Memoria e arte: come è cambiata dopo la Guerra

Oggi è il 27 gennaio 2022, e per la diciassettesima volta si celebra la Giornata della Memoria. È una giornata istituita per ricordare e commemorare le vittime dell’Olocausto e della Seconda Guerra Mondiale. E’ importante non dimenticare le sofferenze e le atrocità di quel periodo. L’arte è uno dei mezzi più efficaci per lanciare un messaggio: quando si parla di memoria, infatti, essa trova largo spazio.

L’arte ha subito un cambiamento radicale dopo l’avvenimento della Seconda Guerra Mondiale. Se prima si trattava di arte simbolica che onorava personaggi o situazioni importanti attraverso la raffigurazione di persone, in seguito questa retorica viene totalmente abolita. Nasce l’estetica del negativo e l’arte relazionale.

Di che cosa si tratta? Dopo le atrocità della guerra, l’arte rifiuta di raffigurare la persona, e punta invece a alla relazione tra uomo e uomo, uomo e ambiente, uomo e collettività. L’arte non ha più un messaggio unico, ma molteplici messaggi quanti sono le interpretazioni possibili. Non più una comunicazione univoca, ma relativa

E le opere più significative realizzate per commemorare l’Olocausto sono proprio di questo tipo. Qui di sotto sono riportate tre delle opere d’arte che simboleggiano questo cambiamento e che onorano la memoria dei caduti.

Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa 

Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, dettaglio- Memoria e Arte

Tra tutti i monumenti realizzati in onore della Shoah, questo è forse il più particolare ed il più ermetico

È un monumento realizzato dall’architetto Peter Eisenman nel quartiere Mitte di Berlino, sopra il bunker dove si suicidò Hitler. È costituito da una distesa di 2711 stele in calcestruzzo dipinte di grigio scuro, disposte secondo una griglia ortogonale. Sono tutte uguali, hanno la stessa larghezza e la stessa lunghezza, mentre l’altezza varia da 20 cm a 4 metri.

Le interpretazioni che si possono dare a questo monumento sono molteplici. Quella ufficiale e confermata da Eisenman è il rimando ad una razionalità disumana, grigia, fredda e impenetrabile come il cemento, secondo la quale venivano eseguiti gli ordini del regime nazista dai tedeschi. Ma molti, invece, danno un significato differente. Il monumento può simboleggiare la massa di persone che agiscono senza pensare, oppure gli ebrei e le altre vittime della Guerra, senza un identità. Non c’è un’unica interpretazione, ed è per questo che si tratta di arte relativa

Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, vista dall'alto- Memoria e Arte

Museo ebraico di Berlino 

Museo ebraico di Berlino, stanza ?Vuoto della Memoria' - Memoria e Arte

Quando si parla di estetica del negativo, si può citare come esempio il Museo Ebraico di Berlino.

È uno dei più grandi d’Europa. Si trova nel quartiere di Kreuzberg, dove un tempo sorgeva il muro di Berlino. 

Deve la sua fama soprattutto allo straordinario edificio progettato dall’architetto Daniel Libeskind, ormai divenuto un simbolo di Berlino. Questo edificio, infatti, è molto peculiare.

Non è strutturato come un normale museo. Ha una forma insolita, sembra una crepa. A differenza dei normali musei composti da stanze una di seguito all’altra da visitare secondo un ordine, questo è strutturato in tre assi. Non ha un ordine dritto, bensì ogni asse va considerata una stanza: l’esilio, l’olocausto, la continuità.

Una stanza particolare di questo museo, e altrettanto agghiacciante, è chiamata “Vuoto della Memoria“. Si può vedere l’installazione Shalechet, “foglie cadute”, dell’artista Menashe Kadishman. Più di 10.000 lastre di ferro, che rappresentano volti a bocca aperta, ricoprono il pavimento di questo spazio. Camminandoci sopra, producono un rumore che spingono i visitatori a voler uscire al più presto dalla stanza, poiché è insopportabile. Quest’opera è dedicata alle vittime innocenti della guerra.

Un museo che non punta sulla bellezza e sulla perfezione, bensì sul far provare forti emozioni negative al pubblico, in modo da lanciare un importante messaggio. L’arte è memoria.

Museo ebraico di Berlino, vista dall'alto - Memoria e Arte

Monumento alle vittime ebraiche austriache della shoah

Monumento alle vittime ebraiche austriache della shoah, dettaglio libri - Memoria e Arte

A Vienna, un monumento a ricorda le 65.000 vittime ebraiche austriache della Shoah . A Judenplatz, sulle spoglie della sinagoga, Rachel Whiteread ha eretto un cubo in acciaio e cemento alla cui base sono iscritti i nomi dei luoghi in cui sono avvenute le stragi, e i cui lati sono composti da libri con le coste rivolte all’interno, a simboleggiare le storie delle vittime che nessuno ha potuto raccontare.

Un’opera particolare per il modo in cui è fatta e pensata. L’artista Rachel Whiteread si diletta, infatti, nella costruzione di opere molto interessanti. Le sue sono opere rappresentano il vuoto lasciato da una struttura. E’ come se si prendesse tutta l’aria presente in uno spazio e la si solidificasse, per poi eliminare tutte le strutture. 

Lo stesso accade con questo suo monumento, che rappresenta il vuoto di una libreria

Monumento alle vittime ebraiche austriache della shoah - Memoria e Arte

Queste tre opere realizzate sono ben diverse, ad esempio, dai monumenti ai caduti che si possono trovare in qualsiasi paese. Mentre questi ultimi hanno un messaggio unico e inequivocabile, che è quello di omaggiare i caduti, i primi possono trasmettere invece una varietà di sensazioni ed emozioni. E’ questo il tipo di arte che nasce dopo gli orrori della Guerra. Un’arte completamente differente, e molto più potente.

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