La seduta inaugurale del parlamento iracheno è stata un caos

La seduta inaugurale del parlamento iracheno è stata un caos

Domenica si è riunito il parlamento di Baghdad per la prima volta, dopo le elezioni politiche dello scorso 10 ottobre. La seduta inaugurale del parlamento iracheno si è però trasformata ben presto in un caos, con cori da stadio, proteste, una piccola rissa e persino un principio di infarto.

La sessione avrebbe dovuto eleggere il presidente del parlamento, carica solitamente riservata a un esponente della minoranza sunnita, e i due vice, uno sciita e uno curdo. Nel frattempo, il ruolo di presidente toccava al membro più anziano dell’assemblea, il settantatreenne al-Mashhadani.

Proprio quest’ultimo, forse a causa della ressa che quasi subito gli si è creata attorno, ha accusato un malore ed è stato prontamente portato in ospedale. Per questo motivo, le fazioni che insistono a dichiarare falsi e manipolati dall’estero i risultati elettorali ne hanno così approfittato per abbandonare la seduta inaugurale del parlamento iracheno, che è divenuta ben presto un caos.

Oltre ai partiti delle milizie sciite filo-iraniane, alla formazione Fatah Aliance di Hadi al-Amiri e al partito dell’ex-primo ministro al-Maliki, anche i deputati curdi eletti col Puk hanno abbandonato l’aula. Tutti i fuorusciti chiedevano che la seduta non fosse valida.

Invece i partiti rimasti hanno proseguito regolarmente con i lavori e hanno eletto, con una larghissima maggioranza, il presidente dell’assemblea. Si tratta del sunnita Mohammed al-Halbousi, al suo secondo mandato.

La movimentata seduta inaugurale del parlamento iracheno non solo si è rivelata un continuo caos, accentuato dalla spaccatura tra i partiti filo-curdi, il già citato Puk e il maggioritario Pdk (che ha partecipato alle votazioni), ma ha anche ribadito l’influenza politica di Muqtada Al Sadr.

Ex-leader militare sciita divenuto chierico e poi politico, Sadr ha ottenuto con il suo schieramento ben settantaquattro seggi. È dunque lui, al momento, il probabile arbitro del futuro governo di Baghdad

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