Il “Bacio” perugina festeggia 100 anni

Il “Bacio” perugina festeggia 100 anni

“A mezzanotte sai che io ti penserò

Ovunque tu sarai,

E dal pugno chiuso una carezza nascerà”. Come nel testo della canzone di Celentano un “cazzotto” si è trasformato davvero ma…in un dolcissimo Bacio.

Il “Bacio” perugina festeggia 100 anni, ah però non si direbbe affatto! E pensare che in un primo momento questo piccolo cioccolatino, che conobbe la sua prima alba nel 1922 fu chiamato “cazzotto”. Il cioccolatino che negli anni avvenire è divenuto l’icona dell’amore e simbolo del gesto dolce, semplice ed affettuoso. Che dire a riceverne spesso di questi cazzotti…

La storia del “Bacio” perugina

La loro inventrice fu Luisa Spagnoli, si avete letto bene. E lei li battezzo col nome di cazzotto, perché la forma del famoso cioccolatino ricordava le nocche di una mano. A dargli il nome che oggi tutto il mondo pronuncia: Bacio perugina fu Giovanni Buitoni. Socio in affari e amore “segreto” della Spagnoli.  Riteneva, e come dargli torto, che sarebbe stato più elegante al momento dell’acquisto chiedere alla commessa del negozio “Signorina, dei Baci, per favore”, che non “Signorina, dei Cazzotti, per favore”. 

Il Bacio perugina, un cioccolatino di nascita eco-sostenibile

Forse non tutti sanno o ricordano, che il nostro Bacio perugina oggi un’icona è nato dagli scarti di lavorazione. Probabilmente Luisa Spagnoli già si fantasticava sulla lunga vita di quel cioccolatino che nel corso dei decenni è diventato sempre più iconico. Una parabola stellare se pensiamo che il Bacio Perugina nasce dagli scarti delle nocciole e del cioccolato utilizzati nello stabilimento: Luisa aveva notato il potenziale di questo surplus e si era ingegnata per non sprecarlo.

Un “cioccolatino del recupero” che diventa una star internazionale, come nelle storie più belle. Il Bacio Perugina è vestito a festa con un incarto argentato che lo fa brillare, tanto che nel 1939 arrivo in America. Dove Perugina aprì il suo primo negozio a New York, nella super chic 15th Avenue. Nel 1977 il Bacio prende letteralmente il volo quando ricoprì la fiancata dell’aereo AZ610 dell’Alitalia, che da Roma faceva rotta verso l’America.

Quanta strada ha fatto questo cioccolatino che compie 100 anni

Nel 1981 arriva la celebre confezione a forma di tubo. L’ironica campagna pubblicitaria degli anni ‘80. Nel 2018 Baci Perugina cambia pelle e diventa sempre più cool. Come? Introducendo limited edition che strizzano l’occhio alla moda. Nel 2019 nasce la versione di tendenza rosa, con una copertura di cioccolato Ruby. Mentre nel 2020 si tinge d’oro con l’edizione Gold. Il 2021 è la volta di un inedito cioccolatino con granella profumata al limone in onore della sicilianità di Dolce&Gabbana che ne firmano la creatività.

 Anche per questo centenario sono i due stilisti a vestire il cioccolatino con un nuovo incarto blu intenso impreziosito da grandi stelle dorate.

La leggenda dei cartigli

Secondo la leggenda i primi cartigli all’interno dell’involucro argenteo (colore della luce lunare) furono inseriti a partire dagli anni ‘30 da Federico Seneca, ispiratosi ai piccoli messaggi che Luisa Spagnoli mandava segretamente a Giovanni Buitoni, nascosti in mezzo ai cioccolatini. Dal 2014 i cartigli sono scritti in collaborazione con personaggi della musica e dello spettacolo in occasione di San Valentino: da Fedez a Elodie, passando per Mara Maionchi e Luciana Littizzetto.

Il bacio perugina sarà sempre giovane e al passo con i tempi

Un’attitudine pop e avanguardista che i Baci Perugina hanno sempre avuto nel loro dna: basta tornare indietro nel tempo, al 1924 quando il genio di Federico Seneca piazza sulla confezione il disegno di due amanti che si baciano, ispirandosi al famoso dipinto del romantico Francesco Hayez intitolato, appunto, “Il Bacio”.

Chi era l’inventrice del Bacio perugina

Una grande Donna, per l’appunto Donna Luisa, come ci si rivoleva un tempo alle donne, che vedeva molto lontano. Dal nome con cui battezzò il suo cioccolatino, si pùò ben intuire quale fosse la tempra di Luisa Spagnoli, all’anagrafe Sargentini. Era nata a Perugia nel 1877 da una famiglia di origini modeste. Imprenditrice già nei primi anni del ‘900 che con le sue intuizioni non solo scrisse una parte importante della storia dell’industria dolciaria italiana, ma anche di quella tessile, tanto che il suo brand di abbigliamento e accessori è ancora adesso tra i più famosi. Traguardi non scontati e per una giovane donna del tempo. Una bella e dolce pagina di storia italiana.

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