Caso Sextape, Benzema condannato. Per lui un anno di carcere con sospensione della pena

Caso Sextape, Benzema condannato. Per lui un anno di carcere con sospensione della pena

Era cominciato il 20 ottobre scorso, alla Corte di Versailles, il processo “sextape” che vedeva coinvolto Karim Benzema, calciatore del Real Madrid e della Nazionale francese. L’attaccante 33enne, candidato anche al Pallone d’Oro, è stato condannato ad un anno di reclusione. Per lui c’è la sospensione della pena. Il tribunale di Versailles si è espresso in merito al “Caso Valbuena” e l’attaccante transalpino è stato dichiarato colpevole nel reato di complicità. I fatti risalgono allo scorso 2015 e, da quel momento, Benzema non era più stato chiamato in Nazionale. Almeno prima di quest’estate, quando il ct. Deschamps ha deciso di non volersene più privare e lo ha chiamato per gli Europei. Una scelta che non ha portato molta fortuna a lui e alla nazionale francese, anche se parzialmente è stata ripagata dalla vittoria di ottobre in Nations League. Il caso “sextape”, comunque, è costato sei anni di Nazionale a Benzema. Soprattutto la vittoria del Mondiale nel 2018, a cui lui non ha partecipato.

Caso Sextape, i fatti e la condanna a Benzema

Karim Benzema, nello specifico, è stato condannato ad un anno di carcere con sospensione della pena e ha ricevuto un’ammenda di 75mila euro. I suoi legali hanno fino alla fine tentato di far emergere la sua innocenza totale, ma non ci sono riusciti. Al calciatore, però, è stato ascritto soltanto il reato di complicità, sicuramente meno grave rispetto a quello di ricatto. Grazie a questo, Benzema ha ricevuto una pena detentiva più bassa e la sanzione economica più elevata. La vittima del caso, il centrocampista ex compagno di Nazionale, Mathieu Valbuena, fu ricattato dalla punta del Real e da altre 4 persone. Questi avrebbero minacciato di divulgare online un video hard di Valbuena e sua moglie in atteggiamenti intimi. E per non farlo avrebbero chiesto un lauto pagamento. Oggi la Corte si è espressa e ha dichiarato Benzema colpevole di complicità.

Non solo Benzema, il caso Miccoli

Non solo Karim Benzema, anche l’ex calciatore salentino, Fabrizio Miccoli deve fare i conti con la giustizia. L’aggravante di mafia alla condanna per estorsione ha lasciato poco spazio all’ex di Juve, Palermo e Lecce. L’ex bomber si è presentato al carcere di Rovigo. Dovrà scontare tre anni e mezzo per estorsione. Così ha decretato ieri, in serata, la Cassazione. Secondo la sentenza, Miccoli sollecitò Mauro Lauricella, il figlio del boss della Kalsa, suo grande amico, a chiedere la restituzione di ventimila euro all’imprenditore Andrea Graffagnini per conto di una terza persona. “Quel fango di Falcone”. Questo canticchiavano i due amici su un Suv mentre sfrecciavano per le vie di Palermo. E al telefono davano appuntamento a un altro amico in modo davvero singolare. “Vediamoci davanti all’ albero di quel fango di Falcone”.

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