Avellino, tre evasi dal carcere di Bellizzi: due sono ancora latitanti

Avellino, tre evasi dal carcere di Bellizzi: due sono ancora latitanti

Scene da film ad Avellino. Due uomini dell’est Europa e un cittadino marocchino sono evasi dal carcere di Bellizzi. Una fuga rocambolesca. I tre detenuti, infatti, hanno prima bucato le mura della cella dove erano rinchiusi e si sono poi calati con dei lenzuoli intrecciati.

Immediatamente è scattato l’allarme. Un corposo di agenti della polizia penitenziaria di Avellino si è messo alla ricerca dei tre uomini evasi dal carcere di Bellizzi. Grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine, uno dei due uomini dell’est Europa è stato ben presto individuato e tratto in custodia.

Si tratta di un cittadino albanese, bloccato dalle forze dell’ordine mentre tentava di scavalcare le mura esterne del penitenziario. Gli altri due detenuti scappati dalla casa circondariale sarebbero invece originari di Romania e Marocco.

Desta preoccupazione soprattutto la latitanza dell’uomo marocchino: un quarantenne che, secondo fonti locali, sarebbe stato condannato per terrorismo. Anche un quarto uomo avrebbe dovuto prendere parte all’evasione, ma avrebbe rinunciato all’ultimo momento alla fuga.

Polemiche per i fatti di Avellino: tre evasi dal carcere di Bellizzi

Secondo Emilio Fattorello, segretario regionale campano del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), si è trattato di un «piano di fuga organizzato approfittando del numero molto limitato di agenti presenti e in servizio a Bellizzi».

In seguito alla clamorosa e spettacolare evasione dal carcere avellinese, anche Gennarino De Fazio, segretario generale del sindacato Uilpa ha puntato il dito contro «la spirale di eventi negativi, sotto ogni profilo, che affliggono il sistema penitenziario e, in ultima istanza, la sicurezza del Paese».

Evasione ad Avellino: il precedente

Lo stesso De Fazio ricorda anche che la fuga dalla prigione di Bellizzi è avvenuta con «la stessa identica dinamica di un’altra evasione di qualche anno fa». Il segretario dell’Uilpa ha dunque chiesto a gran voce l’approvazione «di un decreto carceri».

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