Amadori licenzia Amadori

Amadori licenzia Amadori

La storica azienda di Cesena, licenzia Francesca, la nipote del fondatore Francesco, che ricopriva il ruolo di capo dell’area comunicazione. Lei non ci sta e ha annunciato che farà causa.

Amadori licenzia Amadori, non è un gioco di parole come può sembrare. Chi non conosce, una delle realtà leader del settore agroalimentare. In particolare quello avicolo, è stata fondata dal nonno Francesco, oggi 89enne, nel 1969 e oggi è il figlio Flavio ad essere presidente.

 Lo stesso consorzio operativo – Gesco Spa – del gruppo con sede principale a Cesena. “conferma che il rapporto lavorativo con Francesca Amadori si è concluso per motivazioni coerenti e rispettose dei principi e delle regole aziendali” puntualizzando che «tali regole sono valide per tutti i dipendenti senza distinzione alcuna». Motivazioni che non sono state al momento rese note, ma che portano a pensare che nessuno sconto sia stato fatto alla parente strettissima.

Non tarda ad arrivare la replica di Amadori licenziata da Amadori

La replica di Francesca, non ha tardato ad arrivare insieme al suo stupore dopo – 18 anni di attività lavorativa nel gruppo di famiglia in cui ho sempre operato in maniera eticamente corretta e nell’interesse dell’azienda. Non solo per la dedizione al lavoro, ma anche perché «animata dal sentimento di attaccamento che da sempre mi lega all’impresa fondata da mio nonno Francesco -. 

Francesca preferisce glissare e non approfondire i temi dello scontro familiare. Amadori licenzia Amadori.  Meglio farlo nelle sedi opportune! Come darle torto. È intenzione di Francesca, infatti, – valutare le iniziative più opportune per oppormi ad un provvedimento che ritengo ingiusto e illegittimo e che non riguarda la violazione di alcuna regola aziendale, trovando al contrario fondamento in altre logiche che dovranno essere appurate nelle opportune sedi -. Concludendo, Amadori sarà anche l’azienda di famiglia – di cui, tra l’altro, il padre Flavio è presidente – ma se, i parenti, puntualizzano che le “regole sono valide per tutti i dipendenti senza distinzione alcuna” -. Beh! allora anche la replica non ammette parentele di sorta. Insomma, sembra solo l’inizio di una battaglia tutta famigliare.

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