Addio alla plastica monouso

Addio alla plastica monouso

Entra in vigore oggi 14 gennaio, il decreto che attua la direttiva UE ”plastic free”. L’impatto delle nuove norme provocherà una forte riduzione dell’uso della plastica, specie per i prodotti monouso

Addio alla plastica monouso, finalmente! È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale a novembre scorso (G.U. n. 285 del 30-11-2021), ma le prescrizioni del nuovo decreto legislativo contro la plastica entrano in vigore da oggi, venerdì 14 gennaio 2022. La data è importante, perché la nuova normativa è un emblema di quel nuovo modello di economia circolare che l’Europa ha scelto di perseguire nella ripresa dopo la crisi pandemica. Ma anche perché la plastica è nascosta in decine delle nostre abitudini quotidiane, e mettersi in regola richiederà dunque un po’ di attenzione.

Cosa stabiliste la direttiva, in merito all’ Addio plastica monouso

Come richiesto dalla Direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, il Decreto attuativo (D.lgs. 8 novembre 2021, n. 196 – testo in calce) opera contemporaneamente su diversi fronti: sensibilizzazione dei consumatori ad un consumo responsabilelimitazioni e divieti di vendita responsabilità dei produttori sulla scorta del principio “chi inquina paga”sistemi di smaltimento dei rifiuti.

Prodotti vietati dal decreto

Scatta il divietoPosate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette), piatti, cannucce, tranne quando rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE o della direttiva 93/42/CEE), bastoncini cotonati (tranne quando  rientrano  nell’ambito  di applicazione  della  direttiva  90/385/CEE  del  Consiglio  o   della direttiva 93/42/CEE del Consiglio); agitatori per bevande, aste  da  attaccare  a  sostegno  dei  palloncini,  tranne  i palloncini  per  uso  industriale  o   altri   usi   e   applicazioni professionali che non sono distribuiti  ai  consumatori,  e  relativi meccanismi..

Sarà inoltre vietata la vendita di contenitori e altri articoli realizzati in polistirene espanso. e di alcuni attrezza da pesca contenenti plastica. Il divieto non si applica invece ai prodotti biodegradabili e compostabili. Che hanno percentuali di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40% e, dal 1° gennaio 2024, superiori almeno al 60%, come indicato dall’art. 5 del decreto legislativo 196/2021 che attua la direttiva Ue 2019/904.

Credito d’imposte alle aziende che diranno addio alla plastica monouso

Previsto un credito di imposta nel limite massimo di 3 milioni di Euro per ciascuno degli anni 2022, 2023, 2024. Alle imprese che acquistano e utilizzano prodotti riutilizzabili o biodegradabili e compostabili, tra quelli indicati nell’Allegato parte A e B.

Il credito spetta nella misura del 20%, delle spese sostenute fino all’importo massimo annuale di 10 mila Euro. Per ciascun beneficiario, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Previste sanzioni a chi non dirà addio alla plastica monouso

L’immissione sul mercato o la messa a disposizione di prodotti in violazione di quanto disposto all’articolo 5, comma 1. E’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro.

Identica sanzione per chi immette sul mercato o mette a disposizione prodotti che presentano caratteristiche difformi da quelle indicate dall’articolo 6, comma 1 o che sono privi dei requisiti di marcatura di cui all’articolo 7, commi 1 e 2.

Le sanzioni aumentano fino al doppio del massimo. Se viene immesso sul mercato un quantitativo di prodotti del valore superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

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